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Commemorazione e simbologia di Santa Barbara

COMMEMORAZIONE DI SANTA BARBARA

Senza soffermarci su una delle molte redazioni sulla vita di Santa Barbara che è già nota a tutti noi, traendo spunto dal fatto che le spoglie di Santa Barbara furono trasportate dalla chiesa di S. Giovanni Battista a Torcello, con una imbarcazione lungo il fiume Piave, a S. Donà (per il 24° Raduno Nazionale dell’ Artiglieria nell’anno 2005) le ricerche sulle reliquie della Santa, approdano in varie città d’Italia, al Cairo, a Kiev ed a Costantinopoli.
Sfogliando il libro “I montagnini” del Comitato per il Monumento all’Artigliere da Montagna vi è un’ immagine di Santa Barbara dell’affresco del pittore piemontese del XV secolo: Giacomo Jaquerio nell’Abbazia di S. Antonio di Ranverso.
Invece, un’immagine della Santa, diversa dalle altre, si trova in un libro: “Liber cronicarum cum figuri et ymaginibus ab inicio mundi – Norimberga 1493”.
La prima raffigurazione della martire a noi pervenuta è l'affresco ritrovato in S. Maria Antiqua al Foro Romano che risale al sec. VIII: cinquecento anni dopo la sua morte.
Molti artisti, in tutte le epoche, hanno rappresentato in vari modi Santa Barbara.
Da Raffaello, a Dresda, al Bernini, nel duomo di Rieti; dal Botticelli, nella Pinacoteca di Lucca, a Cosimo Rosselli, nella Galleria dell’Accademia a Firenze e al Ponticelli, nella Parrocchia di Santa Barbara a Torino, sono 53 le opere pittoriche di maggiore rilievo dal 400 all’800 che presentano la Santa con una figura diversa dalla solita iconografia.
Sia nella scultura bronzea dell’A.N.Art.I, sia nei quadri, Santa Barbara è raffigurata sempre come una fanciulla bellissima ma con ornamenti diversi ed allora, quest’anno, la curiosità mi ha spinto a ricercare i significati di questa simbologia.
I Martiri ed i Santi sono sempre effigiati con simboli che in qualche modo rievocano le loro vicende; quasi tutti, però, sono rappresentati con la palma, la corona e la spada.
Santa Barbara è sempre raffigurata con almeno uno di questi simboli: la croce, la torre, la spada, la corona, il pavone ed il calice.

La CROCE è il simbolo del cristianesimo.
Come si legge nella rubrica dedicata alla vita della Santa, Dioscoro fece costruire la torre per difendere e proteggere la figlia Barbara durante le sue assenze.
Il progetto originario prevedeva due finestre che diventarono tre secondo il desiderio della ragazza, in riferimento alla croce e per simboleggiare la Santissima Trinità.
Fu costruita anche una bellissima vasca a forma di croce dove Barbara ricevette il battesimo per la visione di S. Giovanni Battista.

In molte effigie di S. Barbara viene rappresentata la TORRE: in alcuni casi la torre diventa un tempietto o altro edificio architettonico per significare il suo patrocinio sugli architetti “civili” in quanto derivazione degli architetti e delle architetture militari in genere.

La SPADA è quella che il Prefetto Marciano diede a Dioscoro il 4 dicembre quando decretò la decapitazione di Barbara e incaricò il padre di eseguire, lo stesso giorno, la tremenda condanna a morte.

Il fulmine che colpì il padre ha ispirato il suo patronato contro le folgori e le armi.
È con la scoperta della polvere da sparo, che di fatto riunisce in sé la potenza del lampo e del fulmine, Santa Barbara divenne la Patrona del lanzichenecchi che portavano gli archibugi, degli artificieri, dei minatori, degli artiglieri, dei marinari che hanno denominato “La Santabarbara” il deposito munizioni sulle navi da guerra e dei vigili del fuoco.

Agli inizi del 900 nella caserma Dogali di Torino, presso il 50° Reggimento Genio Minatori, circolava un manuale militare compilato da un ufficiale per l'addestramento della truppa che nella pagina dedicata a Santa Barbara narrava che la fanciulla di Nicomedia, segregata nella torre dal geloso genitore, aveva scoperto, mescolando una certa quantità di salnitro raschiato dalle umide pareti della torre con altri ingredienti rinvenuti sul posto, una miscela esplosiva della quale si era servita per aprire la breccia nella torre ed evadere.

L’origine simbolica del PAVONE non è chiara. Forse voleva esprimere che la Santa era invocata per evitare la morte ed il pavone era il simbolo di lunga vita e d'immortalità.
Per altri la penna del pavone indicherebbe Eliopoli ritenuta la patria della fenice, cioè il volatile favoloso dell'Arabia che ogni cinquecento anni si lasciava bruciare sul rogo per poi rinascere dalle proprie ceneri .
Per altri Barbara viene rappresentata con la piuma del pavone perché secondo una leggenda, durante la tortura, le verghe con le quali il padre la picchiava si trasformarono in piume di pavone.

Il CALICE, che è il vaso liturgico in cui il Sacerdote consacra l’Eucaristia sotto le specie del vino per ripresentare al Padre il sacrificio di Gesù, simboleggia il lungo calvario vissuto dalla piccola fanciulla di Nicomedia durante l’intero ciclo persecutorio che si conclude con una vera e propria Via Crucis.
Il martirio di Barbara continua a sopravvivere, passando indenne attraverso tutte le incursioni della logica e della ragione: perché è una leggenda forte, tenace, persistente, solidamente radicata nella coscienza degli uomini.
Se vogliamo potremmo arrivare a dire che Dioscoro e Barbara sono due metafore: le metafore della vita: male e bene, paganesimo e cristianesimo, vecchio e nuovo, forma e sostanza, materia e spirito, odio e amore.
Oggi queste riflessioni appaiono scontate se non banali. Ma se riandiamo a 1700 anni indietro, quando la nuova religione incontrava forti difficoltà a farsi ammettere al cospetto dei popoli, la logica di quella struttura narrativa è tutt'altro che banale.
La morte di Barbara avvenne nel periodo del terrore per i cristiani perseguitati da Diocleziano.
Solo con Costantino, nel 313, per i cristiani finì l’incubo e così poterono iniziare a professare liberamente la propria Fede.
La Commemorazione di Santa Barbara viene così celebrata ogni anno il 4 dicembre in Suo Onore.

Questa relazione con la ricerca approfondita della Santa, è stata realizzata dal Vice Presidente Gen. Luciano Sorrentino dell’A.N.Art.I della Sezione Provinciale di Torino in occasione della Commemorazione di Santa Barbara del 10 dicembre 2006 presso il Circolo Ufficiali di Torino.