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Considerazioni storiche ed artistiche su alcuni castelli piemontesi

Considerazioni storiche ed artistiche su alcuni castelli piemontesi Sintesi della conferenza tenuta dal Gen. Dario Sacco I castelli medioevali in Piemonte furono eretti a difesa del nostro territorio e, successivamente, la maggior parte di loro divenne sede di ricche famiglie. Queste strutture, costruite con tecniche e compiti diversi in funzione del periodo storico e dell’evoluzione delle armi disponibili al momento, il più delle volte furono realizzate per opporsi a minacce attuate con tecniche specifiche, ed in seguito dovettero essere modificate per far fronte all’evoluzione di tali tecniche. L’origine di questi castelli, si può fissare in due grandi periodi: quello in cui si combatteva esclusivamente con armi bianche, ed in questo caso, si prediligeva anche la bellezza estetica ed artistica, e quello dominato dalle armi da fuoco che ne rivoluzionarono l’architettura facendole più tozze e protette da terrapieni, per assorbirne gli effetti dirompenti. Nella nostra regione, attraverso i secoli nebulosi nei quali si formarono le strutture feudali, si arrivò al XII secolo, nel quale presero corpo le tre maggiori forze del momento: i Savoia, i Marchesi del Monferrato e quelli di Saluzzo. L’invenzione della polvere da sparo ed il conseguente uso delle armi da fuoco, in particolar modo dei cannoni, fecero decadere la funzione specifica del vecchio castello costruito per fini difensivi che divenne, il più delle volte, residenza di ricchi proprietari. Ciò avvenne in un periodo in cui spirava in Piemonte il vento del Rinascimento artistico e culturale con il conseguente rinnovamento degli interni delle strutture militari, alcuni dei quali divennero dei veri musei d’arte. Furono chiamati a trasformare questi interni, artisti di grido, arredatori provetti ed artigiani specialisti nel legno, che usarono tutte le loro conoscenze per ottenere un risultato artistico ad alto livello. Il Piemonte che per la sua posizione strategica è stata la Regione che deteneva il maggior numero di castelli, presenta, ancora oggi, tante strutture che hanno gli interni affrescati da pittori insigni. Tra i vari castelli, ho scelto quello della Manta di Saluzzo e Palazzo Madama di Torino tra i più ricchi di storia e d’opere d’arte. Il castello della Manta di Saluzzo, che inizialmente faceva parte del sistema difensivo del Marchesato di Saluzzo, fu ceduto da Tommaso III al figlio naturale Valeriano che vi si stabilì dando inizio ad un ramo cadetto della dinastia, che prosperò a lungo. Il nuovo signore attuò una profonda ristrutturazione del complesso ampliandolo ed abbellendolo con importanti interventi artistici. Tra questi, è eccelso il ciclo d’affreschi che ornano la Sala Baronale, alla cui realizzazione, curata dal magistrale pennello di Jacopo Jaquerio, sovrintese lo stesso Valeriano. Les chevaliers errants Fontana della giovinezza Si tratta di due distinte raffigurazioni, ognuna occupante una delle pareti lunghe del salone. La prima illustra i personaggi del romanzo cavalleresco in versi “Les Chevaliers errants” scritto in lingua transalpina dal padre di Valeriano, durante la sua prigionia a Savigliano, dopo la sconfitta nella battaglia di Monasterolo nel 1394 per opera di Ludovico d’Acaja. La seconda è una vivacissima, divertente ed a volte maliziosa rappresentazione della “Fontana della giovinezza” e dei personaggi, a volta tragici ed a volte grotteschi, che vi si recano per trarvi giovamento dalle sue qualità. Il più antico castello fortificato, è situato nella nostra città e le sue origini sono romane: è Palazzo Madama, posto al centro della nostra stupenda Piazza Castello. L’origine di Palazzo Madama risale alla Porta Decumana della città Romana Augusta Taurinorum. Quest’antica costruzione, mal ridotta, fu scelta nel 1276 da Guglielmo VII del Monferrato, temporaneo signore di Torino, come punto di partenza della sua casaforte cittadina. L’edificio passò poi ai Savoia e nel 1402 Ludovico d’Acaja vi effettuò vari lavori tendenti ad ampliarlo e rafforzarlo. La residenza, abbandonata durante l’occupazione francese della città, si deteriorò rapidamente tanto che, quando nel 1562 Emanuele Filiberto rientrò a Torino, destinata a diventare la capitale dei suoi Stati, giudicò il castello non abitabile per ospitare la corte ducale e s’installò nel palazzo del Vescovo sul lato settentrionale della piazza, collegato dal 1497 al castello con un corridoio coperto. All’inizio del XVII secolo Carlo Emanuele I cominciò i lavori che dovevano far divenire abitabile il castello ma essi non ebbero continuità e furono abbandonati fino al 1638 quando Cristina di Francia (Madama Reale) trasformò completamente il palazzo che da quel momento diventò Palazzo Madama. Stanza da letto di Madama Reale Ritratto d’uomo Antonello da Messina Le trasformazioni più evidenti furono la copertura con volte a crociera dei cortili interni, che resero il palazzo unico blocco e che, in seguito, fu arricchito ed abbellito con opere d’arte, diventando uno dei più bei palazzi principeschi d’Europa. All’inizio del settecento, un’altra Madama Reale, Giovanna Battista di Savoia – Nemour incaricò Filippo Juvarra, di progettare una nuova facciata per l’Edificio. Nel 1883 l’architetto d’Andrade ripulì la struttura dai vari inutili fronzoli ed ulteriori lavori nel 1934, nel dopoguerra, oltre a quelli terminati da qualche anno, hanno portato il Palazzo Madama alla stupenda situazione attuale.