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La mostra, posta a chiusura delle manifestazioni per il centenario del primo conflitto mondiale, è organizzata dall’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, Sezione Provinciale di Torino in collaborazione con il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino e lo Stato Maggiore Esercito con il patrocinio del Ministero della Difesa.



Una mostra per fare luce su un periodo poco conosciuto come la Prima Guerra Mondiale. Aprirà al pubblico dal 19 al 29 febbraio l'esposizione di costumi, armi, testi e reperti risalenti alla prima grande guerra che coinvolse il mondo.
La mostra, posta a chiusura delle manifestazioni per il centenario del primo conflitto mondiale, è organizzata dall’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, Sezione Provinciale di Torino in collaborazione con il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino e lo Stato Maggiore Esercito con il patrocinio del Ministero della Difesa.
L’evento vuol essere la narrazione per testi, immagini e reperti d’epoca di un periodo poco conosciuto, ma che fu decisivo per la futura storia dell’Arma di Artiglieria e dell’Italia. Illustra in sintesi cosa accadde nel 1919, primo anno di pace. Un anno che segnò il futuro dell’Europa, tra sogni utopie ed errori.
Per l’Arma di Artiglieria e il Regio Esercito fu un periodo di profonda revisione tecnica ed organizzativa, influenzato dalla acquisizione di un bottino di guerra di grande qualità oltre che di quantità.
L’Arma d’Artiglieria ha un particolare legame con Torino dove ebbe origine il 20 luglio 1625 con l’istituzione, in Torino, di una compagnia bombardieri da parte di Carlo Emanuele I Duca di Savoia.  Il rapporto dell’Artiglieria con la città non è solo antico, ma di alto livello storico–culturale. Il Palazzo dell'Arsenale, che si trova nell'odierna omonima via, oggi adibito a Scuola Militare, fu sede di uno degli arsenali d'artiglieria più celebri d'Europa. Il Regno di Sardegna entrando sullo scenario europeo nella prima metà del Settecento, costrinse lo stato a profondi cambiamenti ed evoluzioni. Dal Regio Arsenale dipendevano tutti gli stabilimenti necessari alla fabbricazione del materiale da guerra e all'istruzione degli artiglieri, con vari laboratori di ricerca.
Le riforme coinvolsero l’Esercito, con l'Accademia Militare, Università e Industria. Il riconoscimento dell'importanza strategica e culturale dei Corpi Tecnici dell'Esercito, Artiglieria e Genio, dette le armi “dotte”, portò alla fondazione di nuove Scuole teorico-pratiche di Artiglieria e Fortificazioni, che formarono nuove generazioni di ingegneri militari, istruiti sulle più recenti conoscenze scientifiche e innovazioni tecnologiche. Tali scuole furono, all'atto pratico, le prime scuole di formazione tecnico -scientifica superiore, vi insegnarono illustri scienziati come L. Lagrange, G. Argentero di Bersezio, A. V. Papacino d'Antoni, S. B. Nicolis di Robilant, G.A. Giobert, Ascanio Sobrero.
Tra le istituzioni culturali create da  questo  fervore vi fu anche il Museo Storico Nazionale d'Artiglieria, tuttora esistente come più antico del mondo nel suo genere. In seguito, nella Torino di fine Ottocento, dalle valenti maestranze tecniche e operaie del Regio Arsenale, attinsero a piene mani le nascenti industrie torinesi, specialmente quelle metalmeccaniche.
La mostra si svolge sotto il Patrocinio di: Ministero della Difesa, Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Esercito, Presidenza Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, Regione Piemonte, Città di Torino.

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